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200. Ladro di erre

C’è, c’è chi da colpa

alle piene di primavera,

al peso di un grassone

che viaggiava in autocarriera:

 

io non mi meraviglio

che il ponte sia crollato,

perché l’avevano fatto

di cemento “armato”.

 

Invece doveva essere

“armato”, s’intende,

ma la erre c’è sempre

qualcuno che se la prende.

 

Il cemento senza erre

(oppure con l’erre moscia)

Fa il pilone deboluccio

E l’arcata troppo floscia.

 

In conclusione, il ponte

è colato a picco,

e il ladro di “erre”

è diventato ricco:

 

passeggia per la città,

va al mare d’estate,

e in tasca gli tintinnano

le “erre” rubate.