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Le fiabe e le filastrocche di Saltabanco

La raccolta di fiabe e filastrocche di Saltabanco.
Ogni giorno (o quasi) una fiaba o una filastrocca. Potete vedere anche nell'area documentale, qui.
Buon divertimento!

Tutte le filastrocche qui raccolte sono state inventate da Saltabanco o raccolte tra quelle più belle di diversi autori, nel corso degli anni. Saltabanco è a disposizione di chiunque volesse qualche informazione o chiarimento in più.

240. I sette fratelli

C'erano sette fratelli
che andavano per il mondo :
sei erano sempre allegri,
il settimo sempre giocondo.

Sei andavano a piedi
perché non avevano fretta,
il settimo invece perché
non aveva la bicicletta .

Arrivarono a un castello
che aveva sette finestre :
sei erano spalancate,
ma la settima era aperta.

Sette belle principesse
insieme si affacciavano:
sei piangevano, piangevano,
ma la settima singhiozzava.

- Perché piangete, sei principesse
e voi settima perché singhiozzate?
- Ah, se sapeste, quei giovani ...
quanto siamo sfortunate:

di sette fidanzati
che ci misero l'anello al dito ,
sei sono scappati,
il settimo invece è fuggito.

- Sposateci noi altri,
sarà la vostra fortuna ,
perché noi siamo in sette
e voi, invece, sei più una .

241. Il museo degli errori

Signori e signore ,
venite a visitare
il museo degli errori,
delle perle più rare.

Osservate da questa parte
lo strano animale gato :
ha tre zampe, un solo baffo
e dai topi viene cacciato.

Nel secondo reparto
c'è l'ago Maggiore:
provate a fare un tuffo ,
sentirete che bruciore .

Ora tenete il fiato :
l'eterna "roma" vedremo
tornata piccola piccola
come ai tempi di Romolo e Remo .

Per colpa di una minuscola
la storia gira all'indietro:
questa "roma" ci sta tutta
sotto la cupola di San Pietro .

242. L'errore di un pulcino

C'era una volta un pulcino
che non sapeva di essere un pulcino .
Forse, - pensava, -
sono un elefante ,
forse un pellicano .
Che ci sarebbe di strano?
Un asino non sono
perché non raglio .
Se fossi un cane
avrei il guinzaglio .
Non vado per mare ,
dunque
non sono un ammiraglio .
Ma che sarà mai?
Pozza, bella pozza ,
dimmelo tu, se lo sai".

E si specchiò.
Ma quel che vide molto lo indignò.
- Un pulcino? Non è una cosa seria!
E zampettando l' acqua intorbidò
per castigarla
della sua cattiveria.

243. Viaggio in Lamponia

Si può viaggiare in treno, in automobile ,
e in macchina da scrivere perché no?

Io ci ho provato.
Semplicemente battendo
un tasto sbagliato
sono arrivato in Lamponia:
un paese dolcissimo
che sa di marmellata e di sciroppo
e somiglia un pochino, ma non troppo,
alla Lapponia propriamente detta
che se ne sta a rabbrividire
lassù alle soglie del Polo.

Il popolo dei Lamponi
confina con altri popoli
buoni e tranquilli:
fragole , mirtilli ,
lucciole e grilli .

Spesso giungono in visita
dagli Stati vicini
farfalle , api , bambini
con il cappellino bianco
che presto sarà nero di more...

O paese felice,
scoperto per errore,
Lamponia del mio cuore!

244. Le armi dell'allegria

Eccole qua
le armi che piacciono a me:
la pistola che fa solo pum
(o bang, se ha letto qualche fumetto )
ma buchi non ne fa...
il cannoncino che spara
senza fare tremare
nemmeno il tavolino ...
il fuciletto ad aria
che talvolta per sbaglio
colpisce il bersaglio
ma non farebbe male
né a una mosca né a un caporale ...
Armi dell'allegria!
Le altre, per piacere,
ma buttatele tutte via!

245. La mia mamma

Quando apro i miei occhi al mattino

la mia mamma mi viene vicino,

mi accarezza pian piano la testa,

poi sorride e i suoi occhi fan festa.

 

Non ci sono, lo so, mamme brutte,

ma la mia è la più bella di tutte.

Se son triste sa sempre che fare,

sa cantare, ballare e giocare.

 

Se, correndo, mi faccio un po’ male,

la mia mamma ha un rimedio speciale:

mi dà un bacio e così, per magia,

tutto il male che avevo va via.

 

Voglio dirle tantissime cose,

regalarle bellissime rose

e una casa che sembra un castello,

col giardino, ma senza il cancello.

 

Chiamo tutti i bambini del mondo

e facciamo un bel girotondo

con la mamma che ride e poi dice:

“Son contenta se tu sei felice!”

246. Sicurezza

 

Per stare tranquilli e al sicuro

non serve una porta né un muro,

ma un mondo pulito e migliore,

un mondo di pace e di amore.

 

Non servon fucili e pistole,

ma abbracci, carezze e parole

che faccian capire alla gente

che l’odio non serve a un bel niente.

 

Per render la vita sicura

c’è solo un rimedio, una cura:

non viver con rabbia e divisi,

ma insieme, tra mille sorrisi.

 

Se vivi tremando di rabbia

la vita diventa una gabbia.

Le sbarre non dan protezione,

ma chiudono il cuore in prigione.

 

Vivendo in pace e armonia

la rabbia scompare, va via:

se ti serve più sicurezza,

trasforma il tuo pugno in carezza!

247. Diverso

Parola che scotta la lingua: egoismo.

Parola che brucia la bocca: razzismo.

Tra tante parole simpatiche e belle

razzismo e egoismo son certo sorelle.

 

Due brevi parole, due squallidi mali:

voler che i diversi diventino uguali.

“Diversa cultura, diverso colore,

diversa la razza, diverso l’odore…

Mi danno fastidio, cacciateli via:

la terra che pestano, in fondo, è la mia

e se c’è qualcuno che stare qui osa

deve essere uguale!” - Ma uguale a che cosa?

 

Diverso è ricchezza, non certo un delitto:

la terra è di tutti, l’ho detto e l’ho scritto.

“Non ho mai sentito una cosa più sciocca:

non dire scemenze e chiudi la bocca!”

L’assurda pretesa che tutto sia uguale

vi rende la vita noiosa e banale.

Aprite le porte, aprite la mente:

diverso è più allegro, è più divertente!

 

Volete che il mondo sia senza colori,

sia grigio di dentro e grigio di fuori,

perciò io concludo con l’ultimo verso:

evviva i colori, evviva il diverso!

248. Nascondino tra le nuvole

Nel cielo brillano le stelle
sono tante son tutte sorelle

tra di loro però ce n'è una
che ama giocare con la luna

fra le nuvole gioca a nascondino
ogni tanto si mette a fare capolino

ma finisce dietro una grande nera
e scompare tutta la notte intera

le sue sorelle si stancano d'aspettare
e nel buio si mettono a riposare.

249. Che bello l'arcobaleno

Amo le cose belle
nel cielo le stelle
che fanno la notte
un po' meno nera
amo la primavera
che fa ritornare
le rondini in cielo
e poi rifiorire
il pesco ed il melo
amo l'arcobaleno
che riporta il sereno
dopo la tempesta
ed è come una festa
e se nel cielo
esso non appare
me lo metto io
a disegnare
fra i miei pastelli
cerco i colori più belli
e con la fantasia
ed anche il cuore
in un minuto nemmeno
ecco l'arcobaleno
lo vado a mostrare
a mamma mia
lei m'accarezza e dice
"è tanto bello amore".