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Le fiabe e le filastrocche di Saltabanco

La raccolta di fiabe e filastrocche di Saltabanco.
Ogni giorno (o quasi) una fiaba o una filastrocca. Potete vedere anche nell'area documentale, qui.
Buon divertimento!

Tutte le filastrocche qui raccolte sono state inventate da Saltabanco o raccolte tra quelle più belle di diversi autori, nel corso degli anni. Saltabanco è a disposizione di chiunque volesse qualche informazione o chiarimento in più.

210. I mari della luna

Nei mari della luna

tuffi non se ne fanno:

non c’è una goccia d’acqua,

pesci non ce ne stanno.

Che magnifico mare

per chi non sa nuotare!

211. La voce della coscenza

 

Conosco un signore

di Monza o di Cosenza

che si vanta di dar retta

alla “voce della coscienza”.

 

Il guaio, con questo signore

di Busto o di Forlì,

è che alla sua “coscienza”

manca una piccola “i”.

 

Se lui ruba, lei lo loda.

Se lui fa il prepotente

lei gli manda un telegramma:

-Mi congratulo vivamente.

 

Lui infila più bugie

Che aghi su un pino?

lei subito applaude:

-Bravo, prendi un bacino.

 

E dovreste sentire

quel tale cosa dice:

-Sono in pace con la coscienza,

perciò sono felice!

 

Ho provato ad avvertirlo,

insomma a fargli capire

e una “coscienza” simile

è inutile starla a sentire.

 

Lui però mi ha risposto:

-Andiamo! Per una “i”!-

quel bravo signore

di Bari o Mondovì.

212. Pesci! Pesci!

 

Pescatore che vai sul mare

Quanti pesci puoi pescare?

 

Posso pescarne una barca piena

con un tonno e una balena,

 

ma quel ch’io cerco nella rete

forse voi non lo sapete:

 

cerco le scarpe del mio bambino

che va scalzo poverino.

 

Proprio oggi ne ho viste un paio

nella vetrina del calzolaio:

 

ma ce ne vogliono di sardine

per fare un paio di scarpine….

 

Poi con due calamaretti

gli faremo dei laccetti.

213. Teste fiorite

Se invece dei capelli sulla testa

Ci spuntassero  fiori, sai che festa?

Si potrebbe capire a prima vista

chi ha il cuore buono, chi la mente trista.

Il tale ha in fronte un bel ciuffo di rose:

non può certo pensare a brutte cose.

Quest’altro, poveraccio, è di umor nero:

gli crescono le viole del pensiero.

E quello con le ortiche spettinate?

Deve avere le idee disordinate,

e invano ogni mattina

spreca un vasetto o due di brillantina.

214. Le stagioni

Prima viene Primavera
con i fiori sulla pianta,
poi Estate calda e chiara
quando la cicala canta,
poi Autunno bruno e quieto
con castagne e foglie rosse,
poi Inverno infreddolito
con starnuti, gelo e tosse.

215. La neve

Bianca cosa luminosa
cala silenziosamente,
leggermente si riposa
sulle cose sulla gente.
Bianca meraviglia muta
che si guarda con stupore,
luce in terra ricaduta
che ti fa battere il cuore.

216. La pioggia

No, non è una sola goccia,
sono tante, sono pioggia:
scende sciolta, lava, bagna,
dà da bere a ogni campagna,
riempie buchi nelle strade,
fruscia fresca mentre cade,
fa la doccia al mondo secco,
dà una goccia ad ogni becco.

217. Il vento

Sentila, soffia,
sentila, sbuffa:
dolce ti graffia,
un'aria buffa.
Senti che voce,
senti che fiato,
vento veloce,
vento fatato.
Senti carezza,
senti spintone,
aria di brezza,
vento burlone.

218. Dicembre

Io sono quel povero di Dicembre,
davanti al fuoco mi scaldo
e mi rallegro e mi rivolto,
fra gli altri mesi migliore mi porto.

219. Dicembre

Io son Dicembre che Dio vien dal cielo,
brucio davanti e dietro son gelo,
mangio capponi, capretti e agnelli
e sono il peggio dei miei fratelli.
Dell'anno porto la luce più breve,
porto la notte più buia e la neve;
ma San Nicola ammazza il maiale...
poi vien Lucia, San Tommaso e Natale.