Questo sito utilizza dei cookies interni per il funzionamento del sito. Continuando la navigazione accetti la policy sui cookies.
In caso contrario, ti invitiamo ad abbandonare la navigazione di questo sito.

Le fiabe e le filastrocche di Saltabanco

La raccolta di fiabe e filastrocche di Saltabanco.
Ogni giorno (o quasi) una fiaba o una filastrocca. Potete vedere anche nell'area documentale, qui.
Buon divertimento!

Tutte le filastrocche qui raccolte sono state inventate da Saltabanco o raccolte tra quelle più belle di diversi autori, nel corso degli anni. Saltabanco è a disposizione di chiunque volesse qualche informazione o chiarimento in più.

91. Musica in piazza

Quando in piazza suona la banda

c’è il maestro che la comanda,

la comanda con la bacchetta

ma però c’è una trombetta

capricciosa…sapete che fa?

non dice “pè-pè” ma dice “pà-pà”.

 

Il trombone brontolone

perde il segno e fa confusione;

si spaventa il clarinetto

e pigola come un uccelletto.

Il maestro ha un bel gridare,

ognuno suona quel che gli pare.

 

In quel fracasso soltanto i piatti

si divertono come matti

e fanno scoppiare sul più bello

il pancino del tamburello.

92. Il cortile di città

Il cortile di casa mia

mette tanta malinconia…

 

Ci sono gli alberi, le aiuole,

tutto il giorno ci piove il sole,

 

ci sono intorno nove portoni,

ci sono in alto cento balconi,

 

suona l’armonica il portinaio,

si direbbe un posto gaio…

 

Ma ecco arriva, che spavento!,

sua Maestà il Regolamento:

 

“Guai a voi se vi fate pescare:

in cortile è vietato giocare!”.

 

Dai balconi di quando in quando

i bimbi guardano sospirando:

 

così tristi, così seri,

mi sembrano tanti prigionieri.

 

Il gran cortile ha tre pini slanciati,

come i tre alberi dei pirati:

 

laggiù si potrebbe con coraggio

balzare gridando all’arrembaggio…

 

Ma il Regolamento non permette

né tre alberi né barchette.

Ci vorrebbe un 25 aprile,

per liberare il mio cortile!

93. La verità

Di notte tutto è nero:

il cielo, i giardini, i prati,

il mare che urla e piange,

i boschi profumati.

 

Ma appena il gallo canta

il sole ritorna fuori

a dipingere il mondo

coi suoi mille colori.

 

Se la metti in prigione,

non tace la Verità:

a incatenare il sole

chi mai riuscirà?

 

Ci provano le nuvole,

ma il vento le spazza via:

così la Verità

disperde ogni bugia.

94. Il fachiro

Ho letto di un fachiro

chiamato Kissa-Ki

che sta senza mangiare

più di cinquanta dì.

Non pranza mai, non cena,

salta la colazione,

è dei digiunatori

il massimo campione.

 

Han messo il suo ritratto

su tutte le gazzette

mentre rifiuta offeso

un piatto di polpette.

 

Ma perché, mi domando,

tanto chiasso ci fanno?

C’è gente che digiuna

tutti i giorni dell’anno…

95. Un libro straordinario

Che libro straordinario

l’orario

ferroviario!

 

Ci sono dentro tutte le stazioni,

tutti i treni con tutti i vagoni,

con tutte le fermate

obbligate:

di ogni treno ti sa dire

a che ora deve partire,

a che ora arriverà

e di dove passerà.

 

Che uomo straordinario

quello che ha scritto l’orario!

Poco ma sicuro,

conosce il futuro

molto,molto di più

dei profeti del tempo che fu.

96. Il libraio

Proprio davanti a casa mia

c’è sull’angolo della via

una strana libreria.

 

Il libraio è un vecchio ometto

la sua bottega è solo un carretto

coi libri in fila su un palchetto.

 

Intorno al carretto c’è uno studente,

un pensionato ed altra gente

che sfoglia i libri e non compra niente.

 

Il vecchio libraio non protesta:

per chi ha tasche vuote e buona testa

guardare i libri è già una festa.

97. Il bambino di gesso

C’era una volta

un bambino di gesso.

Non correva,

non saltava,

non gridava;

pantaloni

non sporcava,

bottoni

non perdeva;

non faceva le boccacce

alla gente;

dai balconi

non buttava

niente…

 

Insomma era perfetto,

un modello senza difetto

e senza eccesso:

era proprio un bambino di gesso.

98. L'automobile del futuro

Qualche volta mi figuro

l’automobile del futuro.

 

Sarà una cosa straordinaria

e andrà per terra, per mare e per aria.

 

Sarà elettronica, automatica,

brava in fisica e in matematica.

 

Il conducente, durante il viaggio,

potrà dormire, guardare il paesaggio:

 

penserà l’auto a manovrare,

a trovarsi da parcheggiare,

a stare attenta nei sorpassi,

a schivare le buche e i sassi

 

(che saranno di sicuro

buche e sassi del futuro).

 

Avrà un cervello disciplinato,

ai regolamenti affezionato,

 

e se il Codice infrangerà

da se stessa si multerà.

99. Lettera di un terrestre

Tu che a Pisa giochi alla palla,

o lanci una trottola a Trento,

o tu, indiano di Bologna,

tu, cow-boy di Benevento,

 

tra vent’anni, dieci, sarai

senza meno il capitano

d’un’astronave lanciata su Venere, o più lontano…

 

O forse il timoniere

del razzo per l’Orsa maggiore?

Il radiotelegrafista,

il cuoco di bordo, il dottore?

 

E’ certo che andrai sulle stelle

come oggi si va in campagna:

lassù scriverai il tuo nome

che ora graffi sulla lavagna.

 

Noi poveri vecchi terrestri,

allora non disprezzare:

sì, saremo rimasti a terra,

ma ti abbiamo insegnato a volare.

100. Una nuova invenzione

Ho inventato una macchina

che legge nel cervello.

 

Inutile tentare

di nasconderlo sotto il cappello.

Io vedo, col mio apparecchio

nella testa della gente.

 

Di tutti gli spettacoli

questo è il più divertente.

Vedo…vedo un ometto

più triste che ridicolo:

nel secolo ventesimo

ha i pensieri di un cavernicolo…

 

Vedo…vedo un signore

ben poco originale:

ha in testa solo quello

che legge nel giornale.

 

Guardiamo nella testa

di quel giovanottone:

ci si leggono appena

le parole di una canzone…

 

Una signora.Spiamo

sotto il suo cappellino?

“Bau!Bau!” Cosa? Ho capito:

pensa al suo cagnolino.

 

Vedo un bambino. E’ piccolo.

Ce l’avrà almeno un pensiero?

Sorpresa! Guardate voi stessi:

sta pensando al mondo intero.