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Le fiabe e le filastrocche di Saltabanco

La raccolta di fiabe e filastrocche di Saltabanco.
Ogni giorno (o quasi) una fiaba o una filastrocca. Potete vedere anche nell'area documentale, qui.
Buon divertimento!

Tutte le filastrocche qui raccolte sono state inventate da Saltabanco o raccolte tra quelle più belle di diversi autori, nel corso degli anni. Saltabanco è a disposizione di chiunque volesse qualche informazione o chiarimento in più.

261. Viva la primavera

La primavera è serena,

il sole scalda la schiena.

Spuntano i fiorellini

che piacciono ai bambini.

Si risveglia la natura,

viene il vento e l'aria è pura.

Volano i palloncini

liberi come uccellini.

 

In città c'è meno fumo

e dei fiori si sente il profumo.

In primavera qualche bel frutto

è maturo quasi del tutto.

I fiori colorati

dipingon tutti i prati.

Rosso e azzurro, che bei colori!

Sono i colori di quei fiori.

Volano splendide farfalle,

soprattutto quelle gialle.

 

I fiori colorati

sorridono nei prati.

Le primule e le viole

sbocciano al primo sole.

Ogni anno in primavera

arriva più tardi la sera.

È la festa dei fiori

con mille e più colori.

Ecco le rondini in volo,

che non arrivano dal Polo.

 

Ci son campi con le rose

e cespugli di mimose.

Se poi arriva il tuono,

si crea un gran frastuono.

La pioggia a catinelle...

non bastan le bretelle!

Gli alberi prima spogli

ora sono pieni di germogli.

Le rondini volano nel cielo

e i fiori spuntano sul melo.

262. Ci siamo anche noi

Un grosso pipistrello

davanti ad un ruscello

mangia dei calabroni

anziché dei mosconi.

La sua lingua, poveretta,

si gonfia molto in fretta,

così lui va dal dottore,

che lo cura con amore.

Con la lingua guarita

va a mangiarsi una granita.

 

La topina Camilla

beve la camomilla

con la sua cuginetta

e con una reginetta.

Cerca il barbera

che c'era ieri sera

e poi va in farmacia

con la sarta Lucia.

Quando torna indietro

trova il gatto Pietro

che gioca a pallone

con il cane Nerone.

 

Marco ha un cagnolino

che annusa un fiorellino.

La gallina fa le uova:

ne fa dieci e poi le cova.

Il gallo giallo fa un ballo

con la mucca e col cavallo.

Un enorme scarabeo,

che si chiama Galileo,

gioca con un calabrone

davanti alla televisione.

Il pipistrello Raffaello

si posa su un rastrello

e la civetta Elisabetta

mangia erba con la capretta.

 

Il riccio fa i capricci

e combina gran pasticci.

Incontra un pipistrello

che gli dà un ombrello,

poi incontra un serpente

che non gli dà proprio niente.

Allora se ne va via

e incontra sua zia,

poi incontra un pulcino

e con lui mangia un panino.

 

Il riccio pasticcione

è proprio un gran birbone:

punge di qua e punge di là,

così lo mandano in città.

Un cavallo di Novara

lo difende da Mara,

una grossa e grassa mucca

che col rossetto si trucca.

 

Un canarino mangia il grano

sotto il ponte di Milano:

un gatto è arrivato

e il canarino si è mangiato.

Sotto il ponte di Torino

c'è un altro canarino:

canta forte, canta piano...

è arrivato da lontano.

 

Sotto il ponte di Palermo

c'è un gatto che sta fermo:

sta aspettando un canarino

in arrivo da Torino.

263. Ci siamo anche noi

Il maiale Gelsomino

si è mangiato un bel panino.

Il cavallo Raffaello

ha inciampato in un rastrello

e la mucca Camomilla

ha le macchie tutte lilla.

Sopra un tavolo c'è il formaggio:

se lo mangia lo scarafaggio!

Poi arriva Ciccio il riccio

e combina un gran pasticcio:

fa cadere un vasetto

che era sopra un muretto.

La tartaruga va piano

col suo amico fagiano.

La ruota del pavone

sembra quasi un aquilone.

 

Corre un riccio pasticcione

che assomiglia ad un pallone.

Saltella un gatto pazzo

che assomiglia a un pupazzo.

C'è anche un coniglio carino

che assomiglia a un pasticcino.

Ridon tutti col pavone,

che è un gran simpaticone.

Vola in alto l'ape Gina:

vuol raggiungere una stellina.

 

Il coniglietto Carletto

è saltato sul carretto.

L'uccellino birichino

prende il volo dal camino.

La cavalla Valentina

corre sopra la collina.

Il topolino Martino

rosicchia il formaggino

e il pulcino ballerino

scappa via dal gattino.

 

Ci sono alcune api

che comandan come capi,

mentre volan le farfalle,

mezzo rosse e mezzo gialle.

C'è un'allegra coccinella

che assomiglia ad una stella.

Nella casa c'è un bel cane

che si mangia le banane

e c'è anche una formica

che ha solo un'amica.

 

La gallina Valentina

è andata in cascina

per vedere un'asinella

che è molto, molto bella.

Il maiale pasticcione

è proprio un golosone.

Il caprone bianco e marrone

è invece un gran fifone.

Che bella la fattoria:

sembra quasi casa mia!

264. Ci siamo anche noi

Ogni bimbo ha inventato una storia colorata,

un po’ dolce o un po’ pepata.

Poi, come per i vestiti degli Arlecchini,

abbiamo unito i pezzettini.

 

Lucertola Raffaella e Cocca Coccinella

vanno matte per la Nutella,

sono amiche per la pelle

e amano le storie belle.

Raffaella al computer sta lavorando:

ad un progetto sta pensando.

Si chiama « Animalincittà »,

ma un progetto cosa sarà?

Una ricetta per il baccalà?

Ma… forse… chissà…

Mentre ancora si sta interrogando

arriva Cocca ansimando:

«Un’idea io ce l’ho, se va bene non lo so!

Potremmo fare uno spettacolo teatrale!»

«È un’idea niente male,

ma ci vorrebbe una storiella

dolce come una frittella

ed anche tanti attori,

scene, musiche e spettatori.»

«Chiediamo a Pennoso, un vero scrittore,

di farci il grande e alto onore

di pensare ad una storia divertente

da raccontare a tanta gente!»

 

Senza posa, Pennoso l’uccellino,

con la matita o col pennino,

aveva scritto libri, tanti e tanti,

per divertire tutti quanti,

finché un dì era così stressato

che il mestiere aveva abbandonato.

Armate di pazienza, Cocca e Raffaella

vanno al suo nido con la Nutella.

«I lettori non sono contenti:

Pennoso, scrivi ancora, accidenti!»

Sentendo una richiesta così gentile,

lui riprese a scrivere in un fienile,

perché in città ancora una cascina c’era

dove la gente si incontrava fino a sera.

La Roccafranca era chiamata:

da tutto il quartiere era ammirata.

 

Pennoso così scriveva

becchettando pane e pera:

«C’era una volta un cane...

- No, non c’era! Ma sì che c’era! -

... che trovò una matita nera,

così scrisse poesie e filastrocche,

alcune serie e altre sciocche”.

«No, no, proprio così non va,

me ne torno da mamma e papà!

Presto, presto, farò fagotto,

me ne vo in quattro e quattr’otto!»

Così trova la borsa di un ragnetto:

«Non volevo prenderla per dispetto!

È che sono uno scrittore disperato

e sono anche un poco malato.»

«Ma la febbre non ce l’hai...

raccontami i tuoi guai.» Pss, pss!

«Beh! Ti aiuterò a scrivere la storia,

che di ascoltarla ho già la voglia!

I due divennero molto amici

e insieme scrissero felici.

 

Nel frattempo, nel giardino vicino,

Timmi lo scoiattolo e Tino l’uccellino

raccontandosi storie facevano amicizia

ciucciando caramelle, leccando liquirizia.

Tino: «Maiale Pasticcio fa una passeggiata

e su un aereo trascorre la giornata

Quando atterra non sa più dov’è,

pende il computer ed è a casa per il tè.»

Timmi: «Talpa Tarantella era chiamata così

perché non dormiva né notte, né dì.

Con l’amica Condorella cercava una soluzione:

«Una botta in testa? Forse una canzone?»

«Voglio una medicina per dormire

che dal letto non mi faccia più uscire!»

La medicina ad un uomo rubò

e a sognare Tarantella tornò.»

Storie crude e storie cotte,

spesso insieme fanno notte.

Dormono e sognano di fare gli attori:

«Buon divertimento, signore e signori!»

 

Raffaella: «Il copione ora c’è,

con una storia degna di un re!»

Cocca: «Anche gli attori abbiamo trovato

e per tutti il sogno s’è avverato.»

«Grande spettacolo stasera sul prato,

ogni animale è di certo invitato!»

Mucca Gelsomina, star della cascina, arrivò

per prima e con il topo Zac si accomodò

perché non ne poteva più

di restare senza la TV,

che quel mattino s’era rotta,

tutta cotta, partita in una botta:

questa serata si annunciava migliore

di quelle solite davanti al televisore.

Per la gioia di Zac, giunse Giulia la topina

che, passeggiando la mattina,

aveva incontrato del circo l’elefante,

un po’ grosso e un po’ pesante.

Lui le aveva detto col suo vocione

da far tremare anche un portone:

«La mia giungla pulisco velocemente,

poi allo spettacolo verrò, certamente!»

C’erano Mari la gatta e Scilla la micina,

che in quella triste mattina

aveva buttato giù un bel vaso

annusandolo col naso.

Presto presto era stata perdonata

e ora si godeva la bella serata.

C’erano anche i cavalli Cocco e Franco

che erano compagni di banco,

pipistrello Filippo e suo fratello

avvolti in un nero mantello,

ragno Leonardo, lucertola Camilla

e la pecorella Camomilla,

scoiattolo Arturo e Gianluca il serpente:

insomma un mare di gente!

 

«Questa sera ci è venuta voglia

di raccontarvi una storia

di pura fantasia e immaginazione.

Buon divertimento e buona visione!»

«Giacomo il coniglio era saggio

anche quando andava in viaggio:

con sé aveva sempre la chiave della porta

e un coltello per la torta.

Non dimenticava neppure il sale

per condire un’insalata niente male.

Un pic-nic fa su un verde prato

e della chiave si è scordato.

Riccio Pinco Pallino la chiave trovò

e a casa sua la portò.

Poi Pinco Pallino, fortunato,

vide anche una palla su quel prato.

Palla e chiave con sé trasportò

quando con l’aquilone se ne volò.

Dall’alto vide prima il coniglio,

che davanti al nascondiglio

cercava la chiave inutilmente,

piangendo disperatamente:

le orecchie aveva storte

e le zampe mezze morte.

Con una manovra azzardata,

senza fare una frittata,

Pinco sul prato presto atterrò

e la chiave al coniglio consegnò.

Per la gioia lui fece una capriola

mentre Pinco Pallino già s’invola.

Presto osserva un’altra scena disperata:

«Oh, che allegra mattinata!»

Ragno Marco, che vuol essere calciatore,

ma che come fare non sa di cuore,

sta chiedendo consiglio all’amica rana:

«Metti una maglia, ma non quella di lana,

prendi una palla e poi gioca

senza correr come un’oca!»

Il riccio dall’alto capisce

e atterra sulle pietre lisce.

«Ti darò la palla che ho trovato

e la maglia che ho conservato.

Sono un riccio ed è di buchi piena,

ma ha un dieci sulla schiena.

Ora Marco, sei un vero calciatore

e sul campo combatti con onore.»

Marco va e segna un gol fenomenale

che finisce sul giornale.

Ormai si è fatta sera. Pinco deve tornare

a casa a riposare, ma non smette di pensare:

«Com’è strano dall’alto il mondo,

sempre bello, sempre tondo!

E poi, fare delle buone azioni

riempie il cuore di emozioni!

Anche oggi mi sono fatto nuovi amici

con cui ridere felici!»

Questa storia a tante mani

può durar fino a domani!

Quanti applausi fragorosi

dagli entusiasti spettatori!

Cuci e taglia, taglia e cuci,

già si spengono le luci

qui finisce la storiella

che speriamo sia bella

come una ciambella con il buchino

per divertire ogni bambino.

265. C'era

Se ci stava scrivo c'era,
scrivo c'è se ancor ci sta.
C'era un simpatico amico per me,
anzi, ti dico che ancora c'è.
C'è ... a giocare con me,
c'era ieri e anche oggi c'è!

266. Natura

La natura è tanto bella,

più del Sole e di una stella.

La natura ha tanto amore,

ti colpisce sempre il cuore.

Alberi, mare e animaletti,

fan dei gruppi assai perfetti

e poi... senza la natura

la vita per noi sarebbe assai dura.

Qualunque cosa vi si dica,

la natura è nostra AMICA!!!

267. L'ovetto

Ho preparato un bell’ovetto,

una sorpresa dentro ci metto.

Una per ogni amico che ho,

la scelgo bene, ci penso un po’.

Al mio amico marocchino

voglio dare un bel giochino,

al filippino e all’albanese

una vacanza che duri un mese,

al cinese e all’egiziano

un bel viaggio in aeroplano.

Forse, amici, ho un po’ esagerato:

in quest’ovetto che ho colorato

ci metto soltanto un piccolo foglio

dove ho scritto il bene che vi voglio.

268. Filastrocca del tre

Tre per zero uguale a zero,

c’è un corvo tutto nero.

Tre per uno uguale tre

che sta in piedi come un re.

Tre per due uguale sei

e mi chiede:

Tre per tre uguale nove

e mi chiede pure:

Tre per quattro uguale dodici

dice che noi siamo amici,

tre per cinque uguale quindici

vuole andare sempre in bici.

Tre per sei fa diciotto:

vuol mangiare un buon risotto.

Tre per sette fa ventuno,

il suo nome è Corvo Bruno.

Tre per otto ventiquattro

becca sempre un povero gatto,

tre per nove ventisette

va a dormir con le calzette,

tre per dieci uguale a trenta

e si tuffa nella polenta.

269. Paperotta

La paperotta,

un po' grassotta,

gioca con tanti bambini

simpatici e carini,

che mangiano i semini

e fanno il bagnetto

nel laghetto.

270. L'h del verbo avere

Di sicuro son preziosa!

Se possiedi qualche cosa,

metti l’acca, ti conviene

e quella cosa ti appartiene.

Hai una casa, un gioco, un nonno?

Se hai sete, fame o sonno

sempre me tu devi usare

per sentire o possedere.

Sono l’acca e, devi sapere,

appartengo al verbo avere.

Metti l’acca, fai attenzione

anche se indichi un’azione:

ha studiato, hanno dormito,

ma sì, son sicura che hai capito!